
Il procuratore generale del Perù, Patricia Benavides, ha presentato lunedì al Congresso della Repubblica una denuncia costituzionale contro l’ex presidente del Paese Pedro Castillo per i presunti reati di ribellione e cospirazione.
La denuncia riguarda non solo Castillo, ma anche l’ex Primo Ministro Betssy Chávez, il suo predecessore in carica, Aníbal Torres, l’ex Ministro degli Interni Willy Huerta e il suo omologo del Commercio estero, Roberto Sánchez, come riportato dalla radio peruviana RPP.
Il documento presentato da Benavides accusa Castillo di «presunta co-perpetrazione» di un reato contro i poteri dello Stato e l’ordine costituzionale sotto forma di ribellione, nonché di un altro reato contro la pubblica amministrazione per abuso di autorità e disturbo della quiete pubblica.
Nel caso di Chávez, Huerta e Sánchez, il procuratore nazionale li indica come presunti co-imputati del crimine contro i poteri dello Stato e l’ordine costituzionale sotto forma di ribellione e cospirazione.
Secondo il Codice penale peruviano, l’ex presidente Castillo potrebbe essere condannato a una pena compresa tra i dieci e i vent’anni di carcere, come riportato dall’agenzia di stampa Andina.
Lunedì il Congresso peruviano ha ritirato l’immunità speciale dell’ex presidente Castillo, revocando così la prerogativa di impeachment di cui il leader andino aveva goduto finora.
Mercoledì, Castillo ha annunciato lo scioglimento del Parlamento – per evitare una mozione di censura nei suoi confronti – e la creazione di un governo di emergenza. Le misure non hanno ricevuto l’appoggio necessario per andare avanti e, alla fine, il presidente è stato messo sotto impeachment e arrestato dalla Procura.
In seguito a questo episodio, Dina Boluarte, che fino ad allora era stata il suo «numero due», è stata nominata presidente del Perù. Questa decisione ha suscitato il malcontento di alcuni settori della popolazione, che hanno inscenato manifestazioni contro di essa.






