
Il governo giapponese ha chiesto mercoledì alla Chiesa dell’Unificazione, un gruppo religioso che è stato al centro di una controversia per i suoi legami con il partito al governo e per l’assassinio dell’ex primo ministro Shinzo Abe, di consegnare una serie di documenti su casi passati di illeciti contro di essa.
È la seconda volta che le autorità richiedono tale documentazione al gruppo per indagare sulle sue controverse operazioni, dopo che l’assassino di Abe, Tetsuya Yamagami, ha sottolineato il presunto coinvolgimento dell’ex primo ministro nella creazione del culto nel Paese, che accusa di aver mandato in bancarotta la sua famiglia.
Ora, secondo l’agenzia di stampa Kiodo, il ministro della Cultura giapponese, Keiko Nagaoka, ha chiesto all’organizzazione i documenti relativi a più di 20 cause civili intentate contro il gruppo, che hanno avuto esito positivo in quanto la Chiesa dell’Unificazione è responsabile di pratiche illegali nella raccolta di donazioni e seguaci.
La presunta cattiva gestione dell’organizzazione è stata nel mirino delle autorità fin dall’assassinio di Abe, lo scorso luglio. L’indagine precedente comprendeva anche documenti dell’organizzazione risalenti al 2009, in cui si impegnava a esercitare una maggiore trasparenza e a evitare di sollecitare donazioni in cambio di «scongiurare il karma negativo».
Il governo ha ora dato alla Chiesa tempo fino al 6 gennaio per presentare i dati richiesti. Se l’indagine conferma che la società ha violato la legislazione vigente e ha danneggiato il benessere pubblico, le autorità possono richiederne lo scioglimento, che comporterebbe la revoca dello status di società religiosa, ma le permetterebbe di continuare a operare.






