
L’ex presidente della Bolivia Evo Morales ha respinto come valida una denuncia sui presunti tentativi di vendere i suoi telefoni cellulari rubati alla Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense, nell’ambito della particolare battaglia che sta conducendo anche contro l’attuale governo boliviano, guidato da Luis Arce.
Morales ha ripreso su Twitter le registrazioni presentate dall’ex ministro Carlos Romero che sostengono che l’attuale governo ha cospirato con la DEA per sbarazzarsi dell’ex presidente, che ha denunciato in agosto il furto di diversi telefoni cellulari.
Questi telefoni sarebbero stati offerti alle autorità statunitensi «in cambio di milioni di dollari», secondo Morales. «Ecco come cospira la destra interna che copre il traffico di droga», ha detto su Twitter, dove ha riferito di presunti «agenti del Plan Negro» che vogliono «fabbricare prove e fabbricare prove».
Morales, già in contrasto con Arce pubblicamente, ha affermato che questi vuole coinvolgere lui e i membri del suo gabinetto in «crimini inesistenti». «Invece di catturare i criminali, stanno perseguitando i nostri leader», ha aggiunto nei suoi messaggi.






