
La Corte Suprema svedese si è opposta lunedì all’estradizione in Turchia del giornalista Bulent Kenes, preso di mira dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan per i suoi presunti legami con il fallito colpo di Stato del 2016 e con la rete guidata dal chierico in esilio Fethula Gulen.
La Corte Suprema ha motivato il suo rifiuto con il fatto che parte delle accuse non sono coperte dal Codice penale svedese e che potrebbero essere «crimini politici», in una dichiarazione in cui ha esaminato una serie di «ostacoli» all’accoglimento della richiesta della Turchia.
Kenes si è detto «felice» nelle dichiarazioni rilasciate all’emittente pubblica SVT, alla luce di una sentenza che mantiene la linea dell’accusa e che aggiunge un nuovo ostacolo al riavvicinamento politico tra Stoccolma e Ankara degli ultimi mesi, essenziale per completare il processo di adesione della Svezia alla NATO.
Affinché Svezia e Finlandia completino l’adesione alla NATO, tutti i 30 Stati membri della NATO devono completare la ratifica. L’Ungheria ha promesso di farlo a gennaio, mentre la Turchia non ha ancora fissato una data.
Erdogan chiede alle autorità svedesi una maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo – categoria che comprende gruppi come il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) e le Unità di Protezione del Popolo (YPG) – ma anche in generale di accelerare le estradizioni in corso.
Fonte: (EUROPA PRESS)






