
Il presunto autore dell’attacco di venerdì a un centro curdo a Parigi, che ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre tre, ha ammesso di avere un «odio patologico per gli stranieri», hanno dichiarato domenica i funzionari.
Le stesse fonti citate dal quotidiano «Le Monde» hanno rivelato che questa persona ha dichiarato davanti alla Procura che dal 2016 «aveva sempre voluto uccidere degli stranieri» e che prima di aprire il fuoco quel giorno aveva pianificato di farlo poco prima al mattino a Saint-Denis, nel cuore della capitale francese.
Alla fine ha escluso di recarsi a Saint-Denis per uccidere «stranieri non europei» perché in quel momento c’era «poca gente» e perché anche i suoi vestiti «gli impedivano di ricaricare facilmente la pistola».
Questa persona, che si è descritta come «depressiva» e «suicida», ha giustificato questo «odio patologico» verso gli stranieri con una rapina subita nel 2016 e che se ha attaccato la comunità curda è perché nella lotta contro lo Stato Islamico hanno imprigionato i terroristi «invece di ucciderli».
Venerdì scorso, l’uomo, sulla settantina, ha aperto il fuoco in un centro culturale curdo a Parigi, uccidendo tre persone e ferendone altre tre. Cinque delle vittime sono di nazionalità turca e una francese, tutte note nella comunità per il loro attivismo politico.
Dopo l’arresto, sabato è stato ricoverato in un centro psichiatrico perché il suo stato di salute non era «compatibile con la misura della custodia di polizia». Lo stesso giorno, a Parigi e in altre città francesi e straniere si sono tenute manifestazioni di protesta contro l’attentato.
Fonte: (EUROPA PRESS)






