
Il presidente del Cile, Gabriel Boric, ha graziato venerdì dodici persone condannate nell’ambito dell’epidemia sociale che ha colpito il Paese nel mese di novembre 2019, oltre all’ex guerrigliero del Fronte Patriottico Manuel Rodriguez (FPMR) Jorge Mateluna.
Secondo il governo cileno in un comunicato, i tredici detenuti sono tutti uomini di età compresa tra i 21 e i 38 anni, oltre a Mateluna, 48 anni, secondo il canale televisivo T13.
L’ex guerrigliero è stato condannato nel 2003 a 16 anni di carcere per aver rapinato una filiale bancaria nel distretto di Pudahuel, alla periferia della capitale del Paese, Santiago. All’epoca, la sua difesa sostenne che la condanna era basata su prove false.
La decisione del presidente ha portato rapidamente a turbolenze politiche, dato che l’Unione Democratica Indipendente (UDI) si è ritirata dai colloqui sul prossimo accordo di sicurezza, secondo la stazione radio Bio Bio Chile.
Inizialmente, le autorità cilene avevano riferito che undici persone avevano beneficiato dell’indulto, anche se il Ministero della Giustizia ha poi riconosciuto l’errore e ha aumentato il numero totale dei prigionieri graziati a tredici.
L’UDI ha quindi mantenuto la sua minaccia di sospendere la partecipazione ai negoziati se l’Esecutivo avesse concesso la grazia ai condannati per i reati commessi durante le proteste cittadine del 2019.
«Il presidente Boric ha scelto la parte dei criminali e non quella delle vittime, rendendo chiaro che non è interessato a recuperare la sicurezza e ad affrontare la violenza di cui soffre il Cile», ha rimproverato anche il Partito Repubblicano.
Fonte: (EUROPA PRESS)






