
Lunedì le autorità messicane hanno confermato l’arrivo di altri 1.500 militari nello Stato occidentale di Sinaloa per far fronte all’ondata di criminalità che si è intensificata dopo l’arresto di Ovidio Guzmán, figlio del signore della droga Joaquín «El Chapo» Guzmán, ex leader del cartello di Sinaloa.
Il Ministero della Difesa Nazionale (Sedena) ha comunicato l’arrivo di truppe via terra per rafforzare gli sforzi dell’Esercito messicano e della Guardia Nazionale.
«La missione principale del personale militare è quella di rafforzare lo stato di diritto e collaborare con le autorità nell’arresto di membri della criminalità organizzata, agendo sempre nel pieno rispetto dei diritti umani», si legge in un comunicato di Sedena che sottolinea le qualità delle truppe.
Inoltre, i soldati aiuteranno le autorità locali a fornire assistenza sociale, cibo, servizi sanitari e altro.
L’arresto di Ovidio, alias «El Ratón», è avvenuto giovedì scorso a Sinaloa, creando tensione nella zona e provocando scontri con le forze di sicurezza. In seguito, almeno due agenti di polizia sono stati uccisi e circa due dozzine di persone sono rimaste ferite.
Il segretario alla Difesa del Messico, Luis Cresencio Sandoval, ha dichiarato che l’arresto di Ovidio Guzmán è stato un «colpo clamoroso» ai vertici del cartello del Pacifico.
Fonte: (EUROPA PRESS)






