
Il presidente ruandese Paul Kagame ha annunciato lunedì, davanti alla Camera dei Deputati del Paese, che il Ruanda non accoglierà più rifugiati dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC), in risposta alle accuse di Kinshasa sul presunto sostegno ruandese al gruppo armato M23.
«C’è un tipo di rifugiato che credo non accetteremo più. Non possiamo continuare ad accogliere rifugiati per i quali poi veniamo ritenuti in qualche modo responsabili, o addirittura insultati», ha detto Kagame, affermando che il Ruanda non può «sopportare il peso dei rifugiati provenienti dalla RDC», come riportato dalla stazione radio RFI.
In questo modo, il presidente ruandese ha esortato «chiunque pensi che sia un problema del Ruanda e non del Congo» ad allontanare i congolesi che si trovano sul suo territorio.
«Coloro che arrivano ogni giorno, a causa delle azioni del loro governo e delle istituzioni, che dicono che il governo non funziona correttamente, non è ancora un mio problema. E se è un mio problema, è anche un vostro problema, come comunità internazionale, sto parlando con loro, è un problema vostro quanto mio», ha ribadito.
Il governo ruandese ha ripetutamente negato il suo presunto sostegno ai ribelli, nonostante un recente rapporto di esperti delle Nazioni Unite sostenga che le autorità ruandesi mantengono un «intervento diretto» nella vicina RDC.
Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), alla fine di novembre il Ruanda ospitava sul suo territorio più di 76.000 congolesi, alcuni dei quali da più di vent’anni, mentre i media locali consultati dalla radio citata parlano di più di 2.000 nuovi arrivi negli ultimi due mesi.
Fonte: (EUROPA PRESS)






