
La Corte dei conti dell’Unione europea ha messo in guardia mercoledì dalla mancanza di procedure specifiche per strumenti a lungo termine come il certificato digitale Covid per evitare nuove restrizioni di viaggio all’interno dello spazio comune in caso di nuove crisi sanitarie, dato che il meccanismo ideato per la pandemia scadrà a giugno e la sua proroga dipenderebbe da nuovi negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio.
Questo certificato è il documento che consente ai viaggiatori di dimostrare di essere immunizzati contro il coronavirus, avendo ricevuto le dosi di vaccino richieste, avendo superato di recente l’infezione o, in caso contrario, avendo un test negativo; secondo il rammarico dei revisori, è l’unica soluzione tecnica che gli Stati membri hanno applicato in modo generalizzato, poiché le altre misure hanno avuto un impatto disomogeneo.
I risultati dell’audit rivelano che il certificato Covid-19 ha aiutato a coordinare le restrizioni di viaggio tra gli Stati membri ed è stato utile per facilitare gli spostamenti durante la pandemia, dopo i primi mesi di caos dovuti alla chiusura unilaterale delle frontiere interne, e che la Commissione europea ha agito rapidamente per proporre soluzioni tecnologiche adeguate, nonostante le sue competenze limitate in materia di salute e affari interni.
Tuttavia, l’uso di questi strumenti da parte dei Paesi dell’UE è variato in modo significativo, per cui il loro impatto sull’agevolazione degli spostamenti è stato disomogeneo, motivo per cui i revisori invitano l’UE a prepararsi meglio per affrontare in modo più efficace le emergenze future.
Inoltre, in contrasto con l’utilità attribuita al certificato Covid, i revisori notano che l’uso di altri strumenti sviluppati per lo stesso scopo è stato «modesto», come il servizio di gateway per la rintracciabilità dei contatti, i moduli digitali per la localizzazione dei passeggeri e la piattaforma per gli Stati membri per lo scambio di questi dati.
SOLO IL CERTIFICATO COVID HA FACILITATO I VIAGGI In pratica, hanno concluso gli auditor, solo il certificato COVID digitale dell’UE ha contribuito a coordinare le restrizioni ai viaggi nell’ambiente dell’UE ed è stato efficace nel facilitare i viaggi durante la pandemia COVID-19.
È stato inoltre l’unico strumento utilizzato in tutti gli Stati membri e anche in 49 Paesi e territori non appartenenti all’UE, con oltre 1,7 miliardi di certificati emessi alla fine di marzo 2022.
PERFORMANCE DELL’UE L’UE ha stanziato 71 milioni di euro per lo sviluppo di questi strumenti informatici, fondi che, secondo i revisori, la Commissione europea ha mobilitato «rapidamente», adottando un approccio pragmatico allo sviluppo degli strumenti in un arco di tempo limitato.
Il gateway per la tracciabilità dei contatti è diventato operativo sette mesi dopo l’inizio della pandemia, mentre il certificato digitale dell’UE è stato completato prima che gli Stati membri avessero finalizzato i loro piani di vaccinazione, mentre i moduli per la tracciabilità dei passeggeri sono stati sviluppati «troppo tardi», poiché alcune soluzioni nazionali erano già disponibili in precedenza.
I revisori sottolineano inoltre che Bruxelles non è riuscita a superare le riserve di alcuni Stati membri sull’utilizzo degli strumenti dell’UE motivate dalla protezione dei dati e da altre questioni legali, in parte perché avevano già sviluppato i propri strumenti nazionali.
Tuttavia, la relazione rileva che la Commissione ha affrontato le questioni relative alla protezione dei dati e ha applicato buone prassi in materia di sicurezza informatica.
L’UTILIZZO DI ALTRI STRUMENTI Il rapporto ha inoltre rilevato che solo quattro Stati membri hanno utilizzato il modulo digitale dell’UE per la localizzazione dei passeggeri e, su quasi 27 milioni di moduli emessi a febbraio 2022, più di 9 su 10 sono stati emessi da un solo Paese dell’UE: l’Italia.
Allo stesso modo, la piattaforma di scambio è stata poco utilizzata, con solo 256 moduli scambiati alla fine di febbraio 2022 (tutti tranne uno dalla Spagna).
D’altra parte, l’uso delle applicazioni per la ricerca di contatti varia in modo significativo, con la maggior parte dei dati sul gateway (83%) generati solo da utenti in Germania entro maggio 2022.
Fonte: (EUROPA PRESS)






