
La Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) e il suo relatore speciale per la libertà di espressione (RELE) hanno condannato martedì la violenza delle proteste in Bolivia in seguito all’arresto del governatore di Santa Cruz, Luis Fernando Camacho.
La CIDH ha «respinto con forza sia le accuse di uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza sia gli atti di violenza commessi dai gruppi organizzati», si legge in un comunicato.
Gli organismi, a loro volta, hanno annunciato che stanno «seguendo da vicino» le manifestazioni iniziate il 28 dicembre per protestare contro la detenzione di Camacho nell’ambito del caso del «colpo di Stato» del 2019.
«Secondo le informazioni pubblicamente disponibili, nel contesto di queste manifestazioni sono stati segnalati scontri tra civili e agenti di polizia, con conseguenti feriti e accuse di possibili casi di uso eccessivo della forza da parte della polizia, anche nei confronti di giornalisti», prosegue la lettera.
L’IACHR e il RELE hanno evidenziato che, secondo i registri dell’Ombudsman boliviano, ci sono stati almeno 25 casi di presunte violazioni dei diritti umani.
«D’altra parte, la CIDH ha preso nota delle segnalazioni di varie azioni violente commesse da gruppi organizzati contro proprietà pubbliche e private, tra cui la casa di un ministro», hanno criticato.
La Commissione «guarda con preoccupazione alle minacce di gruppi violenti contro difensori dei diritti umani e membri dei media attraverso i social network», una situazione che «genera una grave violazione della libertà di espressione», hanno deplorato.
Fonte: (EUROPA PRESS)






