
La Procura peruviana ha aperto martedì un’indagine contro il ministro dell’Interno, Vicente Romero, per il presunto reato di atti funzionali all’operazione di polizia organizzata nel campus dell’Università di San Marcos (UNMSM), a Lima, sabato scorso.
«Il Pubblico Ministero della Nazione apre un’indagine preliminare nei confronti di Vicente Romero, Ministro dell’Interno, come presunto autore del reato di omissione di atti funzionali, a danno dello Stato, per i fatti accaduti nei locali dell’UNMSM il 21 gennaio», si legge in un comunicato diffuso dalla Procura sul social network Twitter.
Il governo peruviano ha ordinato un’operazione di polizia presso il centro educativo per sgomberare i manifestanti che si erano chiusi nelle sue strutture, con un’azione che ha provocato almeno 205 arresti e critiche da parte delle organizzazioni internazionali.
Circa 400 agenti di polizia hanno fatto irruzione con carri armati e il supporto di forze speciali nell’università situata nella capitale del Paese, senza rispettare le procedure legali per gli arresti.
Il ministro degli Interni del Perù, Vicente Romero, ha spiegato in precedenza che l’operazione si è svolta nell’ambito dello stato di emergenza, motivo per cui non era necessaria la presenza di pubblici ministeri per l’intervento, come denunciato dalle organizzazioni per i diritti umani.
Organizzazioni come Amnesty International hanno condannato «l’uso sproporzionato della forza» e il rispetto dei diritti umani. «Lo stato di emergenza non sospende il giusto processo. I detenuti devono avere accesso alla loro difesa in ogni momento e, se necessario, devono avere a disposizione degli interpreti. Viene mantenuto il divieto di detenzione in incommunicado e di trattamenti crudeli e inumani», ha ricordato l’organismo internazionale.
Fonte: (EUROPA PRESS)






