
La giustizia degli Stati Uniti ha emesso questo martedì un’accusa contro il cittadino messicano Antonio Oseguera Cervantes, alias «Tony Montana», per aver presumibilmente commesso il reato di traffico internazionale di cocaina e metanfetamina.
Secondo il tribunale federale di Washington, Oseguera Cervantes, 64 anni, originario di Michoacan, nel Messico meridionale, è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla distribuzione di cocaina e metanfetamina per l’importazione negli Stati Uniti, nonché di possesso di un’arma da fuoco a favore di un reato di traffico di droga.
Antonio Oseguera è il fratello del leader del Cartello di Jalisco – Nuova Generazione (CJNG) Nemesio Oseguera, «El Mencho». Il CJNG, con sede nello stato di Jalisco, è uno dei cartelli della droga più grandi, pericolosi e prolifici del Messico, ha dichiarato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in un comunicato.
«Il CJNG è responsabile del traffico di quantità significative di droghe illegali negli Stati Uniti a scopo di lucro e dell’uso della violenza per raggiungere i suoi obiettivi», si legge nel comunicato.
A questo proposito, «Tony Montana» è accusato di aver distribuito cinque chilogrammi o più di cocaina e 500 grammi o più di metanfetamina per l’importazione negli Stati Uniti dal gennaio 1998 al dicembre 2022, e di possesso di un’arma da fuoco a favore di un reato di traffico di droga dal gennaio 2000 al dicembre 2022. Se condannato, rischia una pena minima obbligatoria di 15 anni di carcere.
Le autorità messicane hanno confermato a fine dicembre l’arresto di quasi trenta presunti membri del Cartello di Jalisco – Nuova Generazione (CJNG), sferrando un duro colpo all’organizzazione.
Questi arresti si aggiungono a quello di Antonio Oseguera, alias «Tony Montana», avvenuto nelle prime ore del 20 dicembre nella città di Tlajomulco de Zúñiga, nello stato di Jalisco.
In seguito all’arresto di «Tony Montana», le autorità di Jalisco si sono dichiarate in allerta per una possibile risposta del cartello simile a quella avvenuta nell’ottobre 2019, quando l’arresto di Ovidio Guzmán, figlio del noto narcotrafficante «Chapo Guzmán», ha portato a violenti scontri.
Fonte: (EUROPA PRESS)






