
Il Papa ha chiesto di pregare per tutti coloro che hanno cercato di attraversare il Sahara «in cerca di un po’ di libertà» senza riuscirci durante la fuga verso la Repubblica Democratica del Congo (RDC), ha dichiarato il Vaticano.
«In questo momento stiamo attraversando il Sahara. Pensiamo un po’, in silenzio, a una preghiera per tutte quelle persone che, in cerca di un po’ di consolazione, di un po’ di libertà, l’hanno attraversata e non ci sono riuscite», ha detto il pontefice a bordo dell’aereo A359/ITA Airways decollato alle 8:29 di questa mattina dall’aeroporto di Fiumicino e previsto in atterraggio all’aeroporto internazionale di Kinshasa alle 15:00.
Si è anche rammaricato del fatto che tante persone soffrono quando arrivano nel Mediterraneo dopo aver attraversato un deserto e vengono portate nei «lager» (campi di concentramento) e lì soffrono.
Il Pontefice ha anche fatto riferimento ai suoi problemi di mobilità dovuti all’osteoartrite al ginocchio destro, che lo costringe a muoversi su una sedia a rotelle, e si è rammaricato di non poter camminare lungo il corridoio dell’aereo per salutare i giornalisti accreditati. «Mi piacerebbe fare il tour, ma oggi non posso. Non so, posso restare qui. Non so, posso stare qui, ma mi imbarazza un po’ avervi tutti qui…. Possiamo salutare da lontano, non so…», ha detto.
Francesco – che si reca in Africa per la quinta volta nei suoi quasi dieci anni di pontificato – ha detto che si tratta di un «viaggio bellissimo». Nel programma del viaggio di luglio, rinviato a causa dei problemi al ginocchio, il Papa avrebbe dovuto visitare Goma, ma alla fine la tappa è stata annullata per motivi di sicurezza.
Il suo viaggio arriva infatti due settimane dopo l’attentato dinamitardo a una chiesa evangelica che ha provocato 17 morti nella zona. «Volevo anche andare a Goma, ma con la guerra non è possibile andarci. Ci saranno solo Kinshasa e Yuba. Da lì, faremo tutto», ha detto il Papa a questo proposito.
Il Pontefice ha ringraziato i giornalisti per il loro lavoro «che è tanto buono» e «aiuta tanto» perché «fa interessare la gente al viaggio».
Fonte: (EUROPA PRESS)






