
La Commissione europea presenterà mercoledì le linee generali della sua proposta di incentivare gli investimenti nelle industrie «pulite» per contrastare il «doping» di sussidi verdi che altre potenze come gli Stati Uniti e la Cina hanno iniettato nella loro industria.
La bozza della comunicazione che verrà presentata mercoledì, a cui Europa Press ha avuto accesso, è in linea con il piano già annunciato dalla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, al forum economico di Davos (Svizzera), incentrato sulla semplificazione delle autorizzazioni per facilitare gli investimenti nelle energie rinnovabili e rendere più flessibili gli aiuti di Stato.
Si tratta di un primo quadro di riferimento che mira a guidare il dibattito dei leader dell’Unione Europea (UE) nella prossima riunione del 9 e 10 febbraio, come è stato chiesto a Bruxelles nella riunione di dicembre.
«Si tratta di un elemento di discussione, ma non della totalità delle proposte che la Commissione presenterà nel quadro della nostra strategia affinché l’industria ci accompagni verso l’obiettivo della neutralità energetica nel 2050», ha chiarito martedì il portavoce dell’esecutivo UE, Eric Mamer, in una conferenza stampa.
Bruxelles non entrerà nel dettaglio delle misure fino a quando non avrà ascoltato i contributi dell’UE-27, al fine di tornare con proposte specifiche in tempo per il prossimo vertice europeo, che si terrà alla fine di marzo.
Tra gli obiettivi delineati dalla Von der Leyen c’è la proposta di una nuova legge sull’industria Net Zero, simile al progetto di legge sui chip, che mira a fissare obiettivi «chiari» per la tecnologia pulita europea a partire dal 2030.
Inoltre, sarà istituito un Club delle materie prime critiche per lavorare con partner che condividono le stesse idee – dagli Stati Uniti all’Ucraina – per rafforzare collettivamente le catene di approvvigionamento, diversificare i fornitori e ridurre la dipendenza del 98% dell’UE dalla Cina per tecnologie chiave come la generazione di energia eolica, lo stoccaggio dell’idrogeno e le batterie.
Il piano mira anche ad allentare temporaneamente le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato per «razionalizzarle e semplificarle», ad esempio con semplici modelli di sgravi fiscali e un sostegno mirato agli impianti di produzione di tecnologie pulite per contribuire a contrastare i rischi di delocalizzazione derivanti da sovvenzioni estere, come il piano di investimenti in tecnologie pulite degli Stati Uniti da 369 miliardi di dollari.
Tuttavia, Von der Leyen ha già sottolineato che gli aiuti di Stato saranno «una soluzione limitata che solo alcuni Stati membri potranno utilizzare» e che, a medio termine, la soluzione per contrastare l’impatto dei sussidi statunitensi sull’economia europea sarà la creazione di un fondo sovrano che eviti anche la «frammentazione» del mercato.
Fonte: (EUROPA PRESS)






