
Il governo della Moldavia – ex repubblica sovietica – ha esortato le autorità russe a rispettare la sua inclinazione filo-occidentale e quindi ad assecondare le sue aspirazioni ad entrare nell’Unione Europea.
Il Ministero degli Esteri moldavo ha respinto le recenti dichiarazioni del massimo diplomatico russo, Sergei Lavrov, che ha definito «aggressivo» il cambio di rotta di Chisinau.
«Saremmo grati se tutti gli Stati del mondo, compresa la Federazione Russa, apprezzassero la scelta del nostro popolo», ha dichiarato giovedì il portavoce del Ministero degli Esteri moldavo Daniel Voda.
Lavrov non solo ha messo in guardia dal corso «aggressivo» della Moldavia, ma ha avvertito che le potenze occidentali stanno trasformando la Moldavia in una sorta di «nuova anti-Russia», proprio come, a suo dire, è accaduto con l’Ucraina.
In questo senso, il ministro degli Esteri russo ha anche criticato il presidente moldavo Maia Sandu per essere «pronto a tutto», compresa una risoluzione violenta del conflitto territoriale con la Transnistria, una regione filo-russa favorevole all’indipendenza nella Moldavia orientale.
La Moldavia, insieme all’Ucraina, ha ottenuto lo status di candidato all’UE nel giugno dello scorso anno, sebbene Bruxelles abbia esortato entrambi i Paesi a intraprendere le profonde riforme necessarie per ottenere finalmente l’adesione all’UE.
La guerra in Ucraina ha spinto la Moldavia, che confina con il confine occidentale dell’Ucraina, a decretare lo stato di emergenza, in vigore dal 24 febbraio, giorno dello scoppio della guerra, e prorogato questo giovedì per altri 60 giorni.
Fonte: (EUROPA PRESS)






