
Il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa etiope Tewahdo ha rinviato a data da destinarsi una grande protesta nazionale prevista per domenica prossima, a causa delle gravi tensioni che si sono venute a creare in seguito alla recente dichiarazione di scisma, sostenuta tacitamente dal primo ministro del Paese.
«La decisione è stata presa dopo aver raggiunto un accordo con il governo, che ha accettato le richieste della Chiesa e si impegna a metterle in pratica», annuncia un comunicato pubblicato dall’Addis Standard dopo un incontro tra il patriarca ortodosso, Abuna Mathias, e il capo del governo, Abiy Ahmed, venerdì scorso, in cui il leader religioso ha chiesto il sostegno delle autorità di fronte a questa nuova branca ribelle.
La tensione è iniziata il 22 gennaio, quando tre vescovi ortodossi hanno dichiarato la creazione del cosiddetto Santo Sinodo dell’Oromia, delle Nazioni e delle Nazionalità, inizialmente composto da 25 vescovi. Tutti loro sono stati prontamente scomunicati tre giorni dopo dal principale ramo Tewahedo, seguito da circa 50 milioni di fedeli in tutto il Paese.
Dietro la scissione c’è l’arcivescovo Abune Sawiros, che ha spiegato la sua decisione di dissociarsi dalla Chiesa Tewahedo, ritenendo che i suoi leader non abbiano fatto nulla per offrire servizi ecclesiastici nelle lingue tribali, cosa che ha portato alla perdita di milioni di fedeli negli ultimi anni in Oromia e nella regione meridionale.
Il primo ministro etiope ha inizialmente cercato di prendere le distanze dalla crisi, che ha definito un affare interno, e ha invitato i leader dei due rami a risolvere le loro divergenze. Questi commenti hanno attirato le ire del sinodo Tewahedo, che ha accusato il leader oromo e protestante di distorcere la crisi descrivendola come un conflitto personale.
«Troviamo particolarmente inquietante che il primo ministro abbia insinuato che questo sinodo si opponga alla messa in lingua oromo, il che è ben lontano dalla verità», si legge in una lettera inviata all’inizio del mese dalla Chiesa Tewahedo e firmata dal patriarca.
Fonte: (EUROPA PRESS)






