
La Commissione Affari Esteri del Congresso del Perù ha approvato martedì una mozione che dichiara il presidente colombiano Gustavo Petro «persona non grata» dopo le critiche alla sua gestione delle proteste e dell’arresto dell’ex presidente Pedro Castillo.
La decisione è motivata, spiega la mozione, dalle «inaccettabili dichiarazioni pubbliche» del Presidente Petro sulle azioni delle forze dell’ordine durante le proteste violentemente represse, che hanno già causato più di 60 morti dopo poco più di due mesi.
«In Perù marciano come nazisti contro il loro stesso popolo, violando la Convenzione americana sui diritti umani», che non dovrebbe essere applicata solo contro i governi di sinistra, perché sarebbe un esercizio di «due pesi e due misure», come ha detto quel fine settimana in un evento in cui gli ambasciatori gli hanno presentato le loro credenziali.
In questa mozione – approvata con 13 voti a favore, tre astensioni e nessun contrario – la commissione parlamentare ha definito una «grave offesa» le dichiarazioni di Petro, che insieme ad altri leader regionali, come il messicano Andrés Manuel López Obrador, è stato molto critico sulla gestione della crisi politica peruviana.
Oltre a dichiararlo «persona non grata», il documento chiede al Congresso di sollecitare i Ministeri degli Interni e degli Esteri a fare tutto il possibile per impedire a Petro di entrare nel Paese, riporta «La República».
Fonte: (EUROPA PRESS)






