
L’esercito del Burkina Faso ha riferito lunedì che 160 «terroristi» e 51 soldati sono stati uccisi in un’imboscata tesa da miliziani armati venerdì tra Deou e Oursi, nella provincia di Oudalan.
Le forze armate del Burkina Faso hanno dichiarato in un comunicato riportato dal portale di notizie Burkina Faso Burkina24 che «altri 43 corpi sono stati ritrovati alla fine di lunedì 20 febbraio 2023, portando il numero totale di soldati uccisi a 51».
«Le operazioni continuano con un’intensificazione delle azioni aeree che hanno neutralizzato un centinaio di terroristi e distrutto materiali», si legge. Questa cifra si aggiunge ai 60 miliziani già uccisi nella prima reazione militare.
Il Burkina Faso, governato da una giunta militare dal golpe del gennaio 2022 contro l’allora presidente Roch Marc Christian Kaboré, ha registrato un aumento dell’insicurezza dal 2015.
La giunta è ora guidata da Ibrahim Traoré, che a settembre ha inscenato una rivolta considerata un «colpo di palazzo» contro l’allora leader Paul-Henri Sandaogo Damiba.
I continui attacchi nel Paese da parte di affiliati di Al Qaeda e dello Stato Islamico nella regione hanno inoltre contribuito a un aumento della violenza intercomunitaria e hanno portato a un fiorire di gruppi di autodifesa, in cui il governo burkinabé ha reclutato «volontari».
Il deterioramento della situazione della sicurezza ha provocato un’ondata di sfollati interni e di rifugiati verso altri Paesi della regione.






