
La Corte Superiore di Giustizia (STJ) del Brasile ha respinto la richiesta di ritiro del passaporto del calciatore Robson de Souza, meglio conosciuto come Robinho, condannato nel gennaio 2022 in Italia a nove anni di carcere per aver partecipato allo stupro di gruppo di una giovane donna nel 2013.
La petizione è stata presentata dall’Unione delle donne brasiliane (UBM), che ha anche chiesto di comparire nel caso sotto la figura di «amicus curiae», con cui una persona fisica o giuridica – senza essere legittimata come parte – interviene davanti a un tribunale per collaborare fornendo informazioni oggettive.
Tuttavia, il presidente del STJ, il giudice Maria Thereza de Assis Moura, ha respinto la richiesta di sequestrare il passaporto dell’ex giocatore di Real Madrid e Milan, tra gli altri, a causa della »mancanza di legittimità dell’amicus curiae a farlo», secondo il quotidiano «O Globo».
L»amicus curiae’, come regola generale, non può nemmeno appellarsi contro le decisioni giudiziarie, tanto meno chiedere l’imposizione di misure cautelari alle parti», ha spiegato il giudice, che ha respinto l’ingresso dell’UBM nel processo ritenendolo »prematuro» in quanto Robinho non è ancora stato convocato.
De Assis Moura ha spiegato che la figura dell'»amicus curiae» dovrebbe essere ammessa «quando la sua partecipazione è utile per il procedimento e per ottenere una soluzione più giusta e adeguata». Tuttavia, nel caso in questione, è addirittura »prematuro» in quanto l’imputato non è stato ancora convocato.
L’STJ ha ricevuto a fine febbraio 2023 la richiesta delle autorità italiane di far scontare a Robinho la sua pena detentiva in Brasile, dopo che quest’ultimo non era riuscito a estradarlo, una misura vietata dalla Costituzione brasiliana, che vieta l’estradizione dei suoi cittadini.
Il giudice incaricato di decidere se Robinho sconterà la sua pena in Brasile è il giudice De Assis Moura, che ha una lunga storia di difesa dei diritti umani e contro la violenza sessista, secondo i media brasiliani.
Nel gennaio 2022, Robinho è stato condannato insieme ad altri cinque uomini per lo stupro di gruppo di una donna in una discoteca di Milano nel 2013, approfittando del fatto che la donna era incosciente dopo essere stata costretta a bere alcolici in grandi quantità.
Fonte: (EUROPA PRESS)






