
Il Ministero degli Esteri russo ha inserito nella lista nera altri 200 cittadini statunitensi, tra cui parlamentari e loro familiari, nonché rappresentanti di ONG e professori universitari.
Come evidenziato dal portafoglio diplomatico russo, questo divieto di ingresso nel Paese segue le «sanzioni personali costantemente imposte» dall’amministrazione statunitense, presieduta da Joe Biden.
Tra le persone ora sanzionate da Mosca ci sono «singoli rappresentanti delle autorità e dei legislatori, così come i loro parenti stretti, capi di aziende e società del complesso militare, esperti e gruppi di pressione coinvolti nella promozione della campagna russofoba e nel sostegno al regime di Kiev».
L’ampio elenco comprende nomi come la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, Paul Pelosi, marito della Presidente della Camera Nancy Pelosi, e i fratelli del Presidente Biden, Valerie, James e Francis William Biden.
Sempre a Capitol Hill, la Russia ha incluso nella sua lista di sanzioni il Segretario alla Sanità, Xavier Becerra; il Segretario all’Agricoltura, Thomas James Vilsack; il suo omologo all’Istruzione, Miguel Ángel Cardona; i Vice Segretari alla Difesa, Colin Hackett e Ronald Moultrie; e il Vice Segretario al Lavoro, Martin Joseph Walsh.
Nel campo dell’istruzione, spiccano i professori universitari Margarita Balmaceda e George Grabowicz, entrambi di Harvard, e Timothy David Snyder e Kristina Hook, rispettivamente di Yale e Kennesaw. Ci sono anche due giornalisti: Mateo Kaminski e Anne Applebaum.
Le sanzioni includono anche membri di ONG come Dmitri Alperovich del Silverado Policy Accelerator e Peter Dickinson, Frederick Kempe, Daniel Tannenbaum e Tomas Warrick dell’Atlantic Council.






