
L’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa ritiene che sia giunto il momento per i Paesi che hanno riconosciuto Juan Guaidó come legittimo presidente del Venezuela di «correggere» questa «stupidità» e ha ironizzato sul fatto che, con l’aumento del prezzo del petrolio, il presidente Nicolás Maduro «non è più così dittatoriale come sembrava» agli occhi di Europa e Stati Uniti.
Correa ha affermato che l’Europa ha seguito la «ridicolaggine» degli Stati Uniti nell’appoggiare Guaidó, che nel gennaio 2019 si è proclamato «presidente in carica» del Venezuela affermando la legittimità della sua leadership nell’Assemblea nazionale. «Solo perché non gli piace un’elezione in Venezuela, non significa che riconoscano un tizio che si è proclamato presidente in una piazza», ha detto in un’intervista a Europa Press, prima di aggiungere: «Mi proclamerò re di Spagna, per vedere se mi riconoscono».
Ora è il momento di «correggere umilmente ciò che non avrebbero mai dovuto fare», soprattutto quando gli Stati Uniti hanno lasciato «soli» Paesi teoricamente alleati. Secondo Correa, esempi come quello del Venezuela dimostrano che l’amministrazione statunitense «agisce solo in base ai propri interessi».
I saluti del presidente francese Emmanuel Macron e del primo ministro portoghese António Costa a Maduro alla COP27 di Sharm el-Sheikh (Egitto) mostrano, per Correa, «gli effetti del prezzo del petrolio», il «doppio standard internazionale» che, a suo avviso, emerge in contesti di crisi.
In questo senso, ha invitato a tenere presente che «il Venezuela è bloccato» e «ha un’economia di guerra», il che impedirebbe di giudicarlo secondo «parametri normali», quelli di «un Paese in cui non succede nulla». Correa ha riconosciuto che le condizioni in Venezuela possono essere migliorate, ma ha sottolineato che ciò potrà essere valutato in modo imparziale solo dopo la revoca delle sanzioni «criminali».
Per l’ex presidente ecuadoriano, è necessario «capire il contesto». «È come se dicessi che quale maggiore mancanza di rispetto per la libertà di stampa sarebbe l’aver bandito i media filorussi in Europa. Dobbiamo capire che hanno un conflitto alle porte», ha spiegato.
Il perdono della Spagna D’altra parte, Correa ha espresso l’opinione che la Spagna dovrebbe chiedere perdono per la Conquista, proprio come ha fatto Papa Francesco «per ciò che la Chiesa cattolica ha permesso».
«È un fatto storico innegabile il genocidio che è stato la colonizzazione, il saccheggio che è stato la colonizzazione», ha detto l’ex presidente. «Non credo che sarebbe nemmeno necessario chiederlo, per la Spagna esprimere le proprie scuse dovrebbe essere qualcosa di spontaneo», ha concluso.






