
Il primo ministro iracheno, Mohamad Shia al Sudani, ha ordinato l’avvio di un processo di revisione delle prestazioni per tutti i governatori provinciali del Paese, nell’ambito di un nuovo piano di lotta alla corruzione e agli sprechi che potrebbe comportare la chiusura di diverse ambasciate.
Fonti del Coordinamento, l’alleanza dei partiti sciiti che sostengono il primo ministro, hanno confermato che quest’ultimo sta proponendo una «revisione delle prestazioni dei governatori» in relazione alla «visione di governo» del suo gabinetto.
«Questi cambiamenti avverranno dopo una valutazione sistemica di tutti i governatori», ha dichiarato a Shafaq il capo del Quadro di coordinamento, Fadi al Shamari.
Questo dopo che fonti del quotidiano panarabo Asharq Al Awsat avevano riferito sabato che il primo ministro aveva già ordinato la rimozione di stanziamenti finanziari non necessari per il suo ufficio, il ritiro delle protezioni di sicurezza per gli ex presidenti iracheni e la chiusura delle ambasciate nei Paesi in cui non risiede un numero rilevante di cittadini.
Secondo le fonti dei media, tutti gli ex presidenti e primi ministri dopo il 2003 sono stati inclusi nella decisione, compresi gli ex presidenti Fuad Masum e Barham Sali, nonché gli ex primi ministri Iyad Allaoui, Ibrahim al-Jaafari, Nuri al-Maliki, Haider al-Abadi, Adel Abdul Mahdi e Mostafa al-Kazemi.
Il Primo Ministro al-Sudani ha anche ordinato la cancellazione delle indennità previste per le «tre presidenze», tra cui il Presidente Abdul Latif Rashid, il Presidente del Parlamento Mohammed al-Halbusi e il suo stesso ufficio.
Infine, il primo ministro avrebbe anche ordinato la chiusura di 20 ambasciate irachene all’estero a causa della mancanza di espatriati iracheni in questi Paesi e delle ingenti somme spese per le ambasciate e il loro personale diplomatico.






