
Il Regno Unito ha registrato un tasso di immigrazione netto di oltre mezzo milione nell’ultimo anno, una cifra record che contrasta con gli obiettivi della Brexit e che Londra attribuisce a «eventi globali senza precedenti».
Secondo l’Office for National Statistics (ONS), la differenza risultante dalla sottrazione dei dati sull’immigrazione e sull’emigrazione a lungo termine è di circa 504.000 unità. Questo rapporto, aggiornato a giugno, implica un drastico aumento rispetto ai 173.000 registrati nell’anno precedente.
Le autorità sostengono che si è trattato di un periodo «unico», che ha coinciso con la ripresa della mobilità internazionale dopo il miglioramento della pandemia COVID-19, il sostegno ai cittadini ucraini e l’istituzione di un nuovo sistema migratorio dopo l’uscita dall’UE, tra gli altri fattori.
«Tutti questi fattori hanno contribuito a livelli relativamente alti di immigrazione totale a lungo termine, fino a circa 1,1 milioni nell’anno fino a giugno 2022», ha spiegato l’istituto.
Il tasso di migrazione netto corrisponde soprattutto ai cittadini extracomunitari, poiché se si considerano solo i cittadini extracomunitari, la cifra ammonterebbe a 509.000 unità. Nel caso dei cittadini dell’UE, il tasso è negativo, con una diminuzione di 51.000 unità, così come tra i britannici, con 45.000 unità in meno.






