
L’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Josep Borrell, ha accolto con favore il fatto che le autorità serbe e kosovare siano «rinsavite» e abbiano concordato una soluzione «di buon senso» alla disputa sulle targhe, in modo da potersi concentrare «su ciò che conta davvero».
Secondo Borrell, questo dibattito ha ostacolato il lavoro di «normalizzazione» delle relazioni tra Belgrado e Pristina, che spera di rilanciare «nei prossimi giorni» con un nuovo incontro a Bruxelles con i delegati di entrambe le parti.
Il capo della diplomazia europea, intervenuto davanti ai media in occasione della riunione dell’Unione per il Mediterraneo (UpM), ha ricordato che l’UE sta agendo come «facilitatore» in questo dialogo, che sta «combattendo» da agosto, quando le tensioni nell’area hanno iniziato a divampare.
L’accordo è stato raggiunto solo nella tarda serata di mercoledì e prevede, per Belgrado, di non emettere più targhe con i nomi delle città kosovare e, per Pristina, di non applicare una norma che comporti una nuova immatricolazione dei veicoli già in circolazione.
Borrell ha avvertito che questo accordo «evita una nuova crisi che avrebbe potuto generare violenza».






