
Il primo ministro del Perù Anibal Torres ha presentato le sue dimissioni al presidente peruviano Pedro Castillo dopo che il Congresso si è rifiutato di modificare la legge che limita le richieste di referendum nel Paese, secondo quanto riportato dall’emittente radiofonica RPP.
Torres ha optato per le dimissioni dopo che il Parlamento ha respinto la mozione di fiducia da lui presentata la scorsa settimana, che mirava ad abrogare la legge 31399, una legge che dall’inizio del 2022 ostacola la convocazione di un voto popolare.
La misura, promossa dall’opposizione al Congresso, ha tolto alla Giuria Nazionale delle Elezioni (JNE) il potere di sottoporre a referendum questioni importanti per i cittadini peruviani, obbligando l’organismo a far valutare e approvare preventivamente la proposta di voto al Congresso.
Il capo del governo sperava di restituire al JNE l’autorità di indire un referendum senza passare per l’approvazione parlamentare, cosa che l’ufficio del Congresso ha respinto in pieno giovedì.
«Il Consiglio di Presidenza ha deciso a maggioranza di respingere completamente la questione di fiducia sollevata dal presidente del Consiglio dei Ministri perché è vietato sollevare una questione di fiducia, come stabilito dalla Corte Costituzionale», ha dichiarato il presidente del Congresso, José Williams, in dichiarazioni riportate da RPP.
Il capo del Parlamento peruviano ha giustificato la decisione affermando che quanto proposto dal Primo Ministro del Paese, Aníbal Torres, supera il quadro costituzionale e legale perché scavalca il Congresso, il che rappresenterebbe «una grave alterazione» dello Stato e della separazione dei poteri.
Per questa stessa proposta governativa, l’opposizione ha presentato una denuncia costituzionale contro il presidente Pedro Castillo, il primo ministro e i ministri dell’intero esecutivo, sostenendo che hanno violato diversi articoli della Costituzione.






