
Il Papa ha inviato una lettera al popolo ucraino, a nove mesi dallo scoppio della guerra, in cui piange «ogni piccolo che ha perso la vita» e chiede alle autorità di prendere «decisioni lungimiranti per la pace».
«Quanti bambini uccisi, feriti o orfani, strappati alle loro madri (…) Ma come non provare angoscia per loro e per quelli, giovani e vecchi, che sono stati deportati? Il dolore delle madri ucraine è incalcolabile», ha detto Francesco nella lettera pubblicata dalla Sala Stampa vaticana.
Il dovere di governare il Paese in tempi tragici e di prendere decisioni lungimiranti per la pace», aggiunge, «è della massima importanza.
«Piango con voi ogni bambino che, a causa di questa guerra, ha perso la vita, come Kira a Odessa, come Lisa a Vinnitsia, e come centinaia di altri bambini: in ognuno di loro l’intera umanità è sconfitta».
«Ora sono nel seno di Dio, vedono la vostra angoscia e pregano perché finisca», ha detto Francesco. In un altro punto della missiva, fa riferimento ai giovani che, «per difendere coraggiosamente» la patria, hanno dovuto mettere «le mani sulle armi invece che sui sogni che avete coltivato per il futuro». Il Papa ha poi ricordato le tante mogli che, avendo perso il marito, «mordendosi le labbra, continuano in silenzio, con dignità e determinazione» e «facendo ogni sacrificio» per i loro figli. Il pontefice ha parlato anche delle donne anziane che, invece di «godere di un sereno tramonto», sono state gettate «nella notte buia della guerra».
Sabato prossimo, nella Basilica di Santa Sofia a Roma, si terrà una commemorazione dell’Holodomor, la grande carestia voluta da Stalin che causò milioni di morti in Ucraina tra il 1932 e il 1933, alla quale parteciperanno, a nome del Vaticano, il cardinale Leonardo Sandri e il prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il cardinale Michael Czerny.
Sarà presente anche il rettore della Basilica di Santa Sofia a Roma e direttore dei Migranti dell’Esarcato Apostolico degli Ucraini in Italia, Marco Jaroslav Semehen. All’udienza generale di mercoledì, il Papa ha ricordato il genocidio di circa sette milioni di ucraini, kazaki e caucasici del Nord. Dopo che il crimine è stato riconosciuto dall’ONU nel 2003 e dal Parlamento europeo nel 2008, il Parlamento ucraino lo ha definito genocidio e ha deciso di commemorarlo ufficialmente il quarto sabato di novembre, inaugurando anche il Museo nazionale del genocidio dell’Holodomor nel 2008.






