
Il primo ministro iracheno Mohamed Shia al Sudani ha accettato l’invito rivoltogli ieri dal presidente iraniano Ebrahim Raisi a tenere un incontro a Teheran per discutere dell’attuale tensione militare tra i due Paesi nella regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno, secondo quanto riferito da fonti governative di Baghdad.
La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha schierato venerdì unità corazzate e di fanteria al confine con il Kurdistan iracheno dopo aver segnalato «movimenti sospetti» da parte di gruppi di «opposizione curda», meno di 24 ore dopo che Baghdad ha annunciato le proprie mosse militari in risposta agli attacchi iraniani e turchi contro le posizioni dell’opposizione curda nella regione.
La visita, che potrebbe avvenire già lunedì, è stata organizzata dopo l’incontro di ieri tra Al Sudani e l’ambasciatore iraniano in Iraq, Mohamad Kazem Ale Sadeq, e discuterà, insieme alla situazione in Kurdistan, «l’evoluzione dei colloqui diplomatici tra Arabia Saudita e Iran», in cui l’Iraq funge da mediatore», secondo quanto riferito da queste fonti al quotidiano iracheno Al Sharq.
Da settimane l’Iran sta lanciando una serie di attacchi transfrontalieri con missili e droni contro i gruppi di opposizione curdo-iraniani, accusandoli di aver alimentato le proteste nel Paese per la morte in carcere della giovane curda Mahsa Amini, presumibilmente per aver indossato in modo scorretto il tradizionale velo islamico.
Al Sudani sarà accompagnato da una delegazione guidata dal suo consigliere per la sicurezza nazionale, Qasem al Araji, concludono le fonti.
Nel frattempo, il presidente curdo Nechirvan Barzani si recherà domenica a Baghdad per incontrare «diversi leader del governo iracheno e alti funzionari» nel contesto della crisi, secondo l’agenzia di stampa ufficiale irachena INA.






