
Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha deciso sabato di espellere l’ambasciatore del Ruanda nel Paese, in quanto il Paese africano sostiene il gruppo ribelle Movimento 23 marzo (M23), composto principalmente da Tutsi, che ha ripreso le armi nel 2021.
Il gruppo armato ha conquistato le città di Kiwanja e Rutshuru, situate lungo la strada principale che serve Goma, la capitale della provincia orientale del Nord Kivu, che confina con il Ruanda.
Questo sembra essere il motivo della decisione dell’esecutivo di espellere il rappresentante diplomatico, secondo il portavoce congolese Patrick Muyaya, come riportato da Radio France International (RFI).
Gli esperti delle Nazioni Unite hanno precedentemente accusato Uganda e Ruanda di sostenere i ribelli, sebbene entrambi i Paesi abbiano negato di averlo fatto.
L’M23 è accusato dal novembre 2021 di aver compiuto attacchi contro le postazioni dell’esercito nel Nord Kivu, nonostante le autorità congolesi e l’M23 abbiano firmato un accordo di pace nel dicembre 2013, dopo i combattimenti del 2012 con l’esercito, sostenuto dalle truppe delle Nazioni Unite.
Le relazioni tra la RDC e il Ruanda sono in crisi da quando sono arrivati in massa nell’est della RDC gli hutu ruandesi accusati di aver massacrato i tutsi durante il genocidio del 1994. Dopo un periodo di distensione diplomatica, il conflitto ha ripreso intensità a maggio, quando il governo congolese ha convocato l’ambasciatore ruandese per denunciare il presunto sostegno del Paese all’M23.






