
Il governo ruandese ha respinto la «deplorevole» decisione delle autorità congolesi di espellere il proprio ambasciatore nel Paese, in quello che considera un tentativo di fare del Ruanda un «capro espiatorio» per i progressi compiuti nelle ultime ore dal movimento ribelle M23, un gruppo presumibilmente legato alle autorità ruandesi.
Il portavoce del governo congolese Patrick Muyaya ha riconosciuto sabato che l’avanzata dell’M23 nelle città di Rugari, Kiwanja e soprattutto nella zona centrale di Rutshuru, nell’est del Paese, rappresenta una «minaccia per la sicurezza nazionale», secondo le dichiarazioni riportate dal portale congolese Politico.
La presa del centro di Rutshuru ha spianato ai ribelli la strada verso la capitale del Nord Kivu, Goma, al confine con il Ruanda, dove migliaia di persone stanno fuggendo durante il fine settimana.
Il governo congolese ha imputato questa avanzata al «massiccio arrivo negli ultimi giorni di elementi dell’esercito ruandese a sostegno dei terroristi dell’M23» in vista di una «offensiva generale contro le posizioni delle forze armate congolesi». Di conseguenza, l’Alto Consiglio di Difesa della RDC ha finito per proporre al governo l’espulsione immediata dell’ambasciatore ruandese, Vincent Karega.
L’espulsione dell’ambasciatore, secondo il governo ruandese, non è altro che «un altro tentativo da parte delle autorità congolesi di coprire e distrarre la popolazione dai propri errori di governo e di sicurezza», si rammarica il governo ruandese in un comunicato pubblicato questa domenica dal quotidiano «The New Times», in cui avverte che le sue forze al confine con la RDC «rimangono in allerta» di fronte a questa «intensificazione» della crisi.
Come ha fatto in altre occasioni, il Ruanda accusa l’esercito congolese di «collusione» con il principale gruppo ribelle ruandese, le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) «e i suoi tentativi di bombardare il confine con l’artiglieria pesante».
Il governo ruandese richiama inoltre l’attenzione sul «costante discorso di odio» che le autorità congolesi stanno diffondendo sui ruandesi e sulle comunità Kiñaruanda» che vivono al confine tra i due Paesi.
In termini generali, il Ruanda ritiene «deplorevole» che il governo congolese «continui a cercare di fare del Ruanda un capro espiatorio per coprire i propri fallimenti» e ribadisce che il Paese «rimane impegnato per una soluzione sostenibile e pacifica» della crisi nell’area.






