
La polizia belga ha perquisito la casa dell’eurodeputato socialista Marc Tarabella sabato sera nell’ambito di un’indagine su presunte tangenti del Qatar a persone che potrebbero influenzare il processo decisionale del Parlamento europeo, secondo quanto riportato dal media belga «Le Soir».
Il quotidiano belga Le Soir ha riferito che gli investigatori hanno sequestrato materiale informatico dopo la perquisizione, secondo le fonti, che hanno precisato che Tarabella, il secondo deputato europeo in carica nominato per nome nel caso, «non è in custodia».
Né la Procura federale né l’ufficio di Tarabella hanno commentato la vicenda.
L’eurodeputato 59enne, membro del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) al Parlamento, ricopre il ruolo di vicepresidente della delegazione del PE per le relazioni con la Penisola arabica e di deputato della delegazione per le relazioni con la Cina, secondo il suo profilo sul sito istituzionale del Parlamento.
Vale la pena di notare che Tarabella, in un’apparizione davanti al Parlamento il 21 novembre, ha deplorato il discorso «unilateralmente negativo» contro le autorità del Qatar in materia di diritti del lavoro a seguito della morte di numerosi lavoratori durante la costruzione degli stadi per l’attuale Coppa del Mondo.
«C’è ancora molto da fare, ma è un Paese che ha intrapreso il cammino delle riforme. E l’organizzazione della Coppa del Mondo, al di là di tutti gli eventi che ha organizzato, è stata probabilmente la molla che ha accelerato queste riforme», si legge sul sito del Parlamento europeo.
Il Parlamento europeo aveva già annunciato sabato che la socialista greca Eva Kaili era stata sospesa da tutti i suoi poteri di vicepresidente del Parlamento europeo, ma non dalla carica stessa, in relazione alla vicenda. La polizia belga ha perquisito la casa di Kaili venerdì e anche lei è stata interrogata.
La Procura federale ha inoltre reso noto di aver arrestato quattro persone e di aver effettuato fino a 16 perquisizioni in varie zone di Bruxelles nell’ambito di un’indagine su una «presunta organizzazione criminale per corruzione e riciclaggio di denaro» che da mesi cercava di influenzare le decisioni «economiche e politiche» del Parlamento europeo per conto di un Paese del Golfo.






