
La dissidenza delle FARC nota come Segunda Marquetalia ha rilasciato sabato scorso 16 giovani che facevano parte di un altro gruppo nemico nel contesto dei recenti scontri tra organizzazioni armate irregolari nelle zone rurali del dipartimento di Nariño.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha riferito nelle scorse ore che queste persone facevano parte del 30° Fronte del Comando di Coordinamento Occidentale, un altro dei dissidenti delle ormai estinte FARC.
L’operazione è stata condotta in coordinamento con l’Ufficio dell’Alto Commissario per la Pace della Colombia, l’Ombudsman e la Chiesa cattolica. Secondo le parti, i ragazzi sono in piena forma fisica.
Il Difensore civico, Carlos Camargo, ha sottolineato che il rilascio di queste persone è avvenuto nell’ambito del riavvicinamento tra il governo colombiano e la Segunda Marquetalia, come gesto di buona volontà e di sostegno alla proposta di «pace totale» annunciata dal presidente Gustavo Petro.
Secondo Camargo, si tratta di un’operazione senza precedenti, poiché è la prima volta che un gruppo armato irregolare consegna membri di un altro gruppo armato illegale per scopi umanitari, come riporta il quotidiano «El Tiempo».
Prima del loro rilascio, i rappresentanti del CICR hanno valutato il loro stato di salute e le autorità colombiane hanno spiegato i vantaggi legali, economici e sociali delle politiche di smobilitazione.
Il rilascio di queste 16 persone arriva in un momento in cui diversi gruppi armati hanno mostrato interesse ad avvicinarsi al dialogo proposto dal Presidente Petro per porre fine alla violenza nel Paese. A questo proposito, il Mediatore Camargo li ha esortati ad aderire al piano di «pace totale» del governo e a un cessate il fuoco multilaterale, in modo che i negoziati possano andare avanti.
Questo caso arriva parallelamente all’approvazione da parte del Congresso colombiano della legge sulla «pace totale» con la quale il governo può iniziare a negoziare con i diversi gruppi armati. D’ora in poi sarà una politica di Stato, per cui i governi successivi a quello di Petro dovranno lasciare aperte le porte del dialogo e rispettare gli accordi stabiliti.






