
L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, domenica ha invitato il governo russo a revocare la decisione di abbandonare l’accordo indiretto con l’Ucraina per consentire l’esportazione di grano dai porti ucraini durante la guerra, adottata da Mosca dopo aver denunciato un «attacco terroristico» da parte di Kiev nel porto di Sebastopoli in Crimea contro le navi che partecipavano a questa iniziativa.
La decisione sospende un accordo, adottato a luglio grazie alla mediazione della Turchia, considerato dalle Nazioni Unite essenziale per fornire aiuti alimentari urgenti a milioni di persone.
La Russia, da parte sua, sostiene che l’attacco al porto significa che non può più garantire la partenza sicura delle navi che partecipano all’operazione.
L’attacco, secondo Mosca, è iniziato alle 4.20 del mattino a Sebastopoli e ha coinvolto «nove veicoli aerei senza pilota, nonché sette droni marini autonomi». Mosca ha dichiarato che «tutti gli obiettivi aerei sono stati eliminati», sottolineando che «i preparativi per l’attacco sono stati condotti da specialisti britannici», secondo i media amici del Cremlino.
Nel frattempo, l’Ucraina ha negato ogni responsabilità e accusa Mosca di usare un «falso pretesto» per ricattare la comunità internazionale.
Borrell, nel suo account Twitter, sostiene che la decisione della Russia di abbandonare l’accordo «mette in pericolo la principale via di esportazione» non solo per il grano ucraino, ma anche per i fertilizzanti russi che facevano parte del patto firmato a Istanbul.
«L’UE esorta la Russia a revocare la sua decisione», ha dichiarato il massimo diplomatico dell’UE sul suo account Twitter.






