
L’ex presidente della Colombia, Iván Duque, ha criticato lunedì la proposta di «pace totale» suggerita dal suo successore, Gustavo Petro, in quanto ritiene che sarebbe una sorta di «monumento all’impunità» e andrebbe contro il principio di «non ripetizione».
«Il principio della ‘non ripetizione’ prevede che i recidivi del terrorismo ricevano sanzioni drastiche ed esemplari, oltre alla persecuzione da parte dello Stato», ha dichiarato Duque sul suo profilo Twitter.
Così, l’ex presidente colombiano tra il 2018 e il 2022 ha criticato Petro per aver «premiato» i dissidenti delle estinte Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) e uno dei loro principali leader, il capo della «Seconda Marquetalia», Luciano Marín Arango, alias «Iván Márquez».
«Premiare i dissidenti delle FARC e ‘Iván Márquez’ con la ‘Pace Totale’ sarebbe un monumento all’impunità», ha rimproverato l’ex presidente Duque.
Petro, da parte sua, ha risposto prontamente alle critiche del suo predecessore, ricordandogli che il principio della ripetizione ha un «fondamento essenziale», che si basa sul rispetto degli accordi di pace da parte dello Stato.
Durante la sua campagna elettorale per la presidenza colombiana, Petro ha proposto l’attuazione di una «pace totale» che promuove l’avvio di colloqui di pace con organizzazioni armate e politiche, come i già citati dissidenti delle FARC e l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN).
La scorsa settimana, la Camera dei Rappresentanti colombiana ha dato il «via libera» al progetto di legge che consentirebbe al Presidente colombiano di avviare i negoziati con i diversi gruppi armati del Paese.
La cosiddetta «pace totale» diventa così legge, in modo che i governi successivi a quello di Petro siano obbligati a mantenere i negoziati e a rispettare gli accordi raggiunti.






