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Gli Stati Uniti invitano la Guinea Equatoriale a votare in modo «libero ed equo» alle elezioni del 20 novembre

Roberto De Luca

2022-11-03
Archivio
Archivio – Il Presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang – JU PENG / ZUMA PRESS / CONTACTOPHOTO

Giovedì il governo degli Stati Uniti ha chiesto alla Guinea Equatoriale di garantire un voto «libero ed equo» nelle elezioni presidenziali e legislative che si terranno il 20 novembre nel Paese africano.

«Nel giorno di apertura della campagna elettorale in Guinea Equatoriale, il governo degli Stati Uniti invita il governo equatoriale a rispettare gli impegni internazionali e i principi costituzionali sostenendo un voto libero ed equo», ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price.

Ha sottolineato che Washington «è preoccupata per le notizie di arresti e molestie nei confronti di membri dell’opposizione e della società civile». «Chiediamo al governo di permettere ai cittadini di esprimere liberamente e con fiducia la propria preferenza alle urne.

«La Guinea Equatoriale può coltivare una società più inclusiva, pacifica e democratica garantendo l’espressione di diverse prospettive politiche, un processo di voto libero ed equo e la protezione dei diritti umani di tutti gli individui», ha ribadito Price.

Il Parlamento della Guinea Equatoriale ha approvato a settembre l’anticipazione delle elezioni presidenziali a novembre, anziché al primo trimestre del 2023, come previsto, per farle coincidere con le elezioni legislative e comunali.

Il Presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema cercherà di ottenere un nuovo mandato alla guida del Paese, che guida dopo aver guidato un colpo di Stato nel 1979 che ha portato al rovesciamento dello zio Francisco Macías Nguema.

La Guinea Equatoriale ha 18 partiti politici legalizzati, anche se in pratica non c’è un’opposizione con una reale possibilità di offrire un’alternativa a Obiang, il cui futuro politico è stato messo in dubbio dalle speculazioni che lo vedevano in procinto di cedere il potere al figlio «Teodorín».

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