
La Camera dei Rappresentanti colombiana ha approvato giovedì la riforma fiscale presentata dal governo di Gustavo Petro, che mira a raccogliere circa 20 miliardi di pesos (circa 4,8 miliardi di euro) nei prossimi quattro anni.
Dopo quasi 22 ore di dibattito – divise tra mercoledì e giovedì – e un aggiustamento che non rientrava nei piani dell’esecutivo, i parlamentari hanno approvato con 125 voti a favore la riforma che, secondo Petro, «mira a una maggiore giustizia sociale in Colombia».
Tra i punti più importanti del provvedimento vi sono il fatto che lo Stato potrà incassare 4,09 miliardi di euro in più e che la legge non consentirà più la deducibilità delle royalties nell’imposta sul reddito delle società minerarie ed energetiche e delle imposte su alimenti e bevande ultra-lavorati, come sperava di fare il governo.
Questa modifica riduce le entrate dai 5,1 miliardi di euro ai 4,09 miliardi di euro concordati, come riportato da «El Colombiano».
Inoltre, il Congresso ha concordato all’unanimità che il pane non sarà tassato in nessuna delle sue presentazioni, mentre l’opposizione è rimasta insoddisfatta del resto dei prodotti che pagheranno l’imposta, come la crema pasticcera, le arepas, i cioccolatini, il caffè istantaneo, le salsicce e i gelati, tra gli altri.
È stato approvato anche l’articolo che stabilisce le tasse per le aziende straniere con una presenza economica significativa in Colombia, come Netflix, Amazon e Uber.
Allo stesso modo, i parlamentari hanno proposto un emendamento per consentire il terzo giorno di esenzione dall’IVA quest’anno, che era stato lasciato in sospeso dopo l’arrivo del governo Petro, che aveva promesso di abrogarlo, sostenendo che andava principalmente a beneficio dei settori ad alto reddito, con capacità di consumo e di risparmio.
La riforma dovrà essere conciliata al Senato martedì prossimo. Se passa, Gustavo Petro potrà firmare la legge.






