
La Commissione interamericana per i diritti umani ha avvertito che il Nicaragua non soddisfa le condizioni per rendere «libere ed eque» le elezioni municipali che si terranno domenica prossima, in quanto si svolgeranno in un contesto di «repressione contro l’opposizione politica».
In una dichiarazione rilasciata venerdì, la CIDH ha lamentato la «mancanza delle condizioni minime necessarie» per tenere elezioni «libere, eque e competitive», data la «mancanza di un sistema elettorale indipendente e le continue violazioni dei diritti umani».
In particolare, la Commissione interamericana ha sottolineato l’esistenza di misure volte a impedire la partecipazione degli oppositori alle elezioni e la mancanza di riforme dell’attuale legge elettorale come prova della sua mancanza di legittimità.
Nelle ultime settimane, anche l’Organizzazione degli Stati americani (OSA) ha dichiarato di aver osservato una «recrudescenza della repressione e della persecuzione» contro gli oppositori del regime.
La CIDH ha quindi chiesto al governo di «garantire la separazione e l’indipendenza dei poteri pubblici e di ristabilire le garanzie democratiche e le libertà», nonché il rilascio dei detenuti.
Quasi 200 oppositori sono stati imprigionati in Nicaragua dopo le manifestazioni del 2018 che il presidente Daniel Ortega ha collegato a un presunto fallito colpo di Stato incoraggiato dagli Stati Uniti, secondo quanto riportato da «Infobae».






