
Migliaia di persone hanno manifestato venerdì nella capitale maliana Bamako per protestare contro la blasfemia dell’Islam, dopo la diffusione di un video che mostrava un uomo che faceva commenti che insultavano la religione e calpestava un Corano.
Alla manifestazione, indetta dall’Alto Consiglio Islamico del Mali (HCIM), i partecipanti hanno denunciato «la blasfemia in tutte le sue forme» in Mali e nel mondo, e hanno condannato «l’atto audace» del video postato sui social media.
«No alla blasfemia», «non toccate la mia religione», «il Corano è intoccabile» sono alcuni degli slogan gridati dai manifestanti, come riportato dal quotidiano Kati 24.
Il video che ha scatenato polemiche tra la comunità musulmana del Mali inizia con «Hotep», un saluto ai seguaci del kemetismo, una religione di recente nascita ispirata all’antico Egitto – da alcuni considerata anche una setta – che difende la cultura africana contro le religioni monoteiste come l’Islam o il Cristianesimo.
Il protagonista del video si registra in una piccola tenda quando inizia a insultare il Corano e poi inizia a calpestare il libro, secondo la stazione radio RFI.
In seguito alla diffusione del contenuto, il Ministero maliano degli Affari religiosi ha condannato gli atti e ha assicurato che l’autore sarà assicurato alla giustizia in Mali.
Il capo della giunta militare del Mali, Assimi Goita, ha condannato «con il massimo rigore le bestemmie» pronunciate dall’uomo, esprimendo la sua solidarietà e quella del governo alla comunità musulmana.
Ha inoltre incaricato il Ministro della Giustizia e dei Diritti Umani di «fare tutto il possibile» per arrestare «l’autore di queste blasfemie contro l’Islam, così come i suoi complici, in modo che possano rispondere delle loro azioni», secondo quanto riportato da «L’Indipendent».






