
L’ONU ha chiesto lo sbarco «urgente» di quasi 600 migranti e rifugiati rimasti intrappolati su quattro imbarcazioni di ONG dopo essere stati salvati nelle acque del Mediterraneo centrale, a seguito di un inasprimento delle politiche dopo l’avvento al potere del governo di Giorgia Meloni.
Le autorità italiane hanno permesso lo sbarco solo dei migranti considerati più vulnerabili – circa 400 persone – ma nelle ultime ore le organizzazioni hanno avvertito che la situazione a bordo è insostenibile, soprattutto perché non ci sono certezze a breve termine.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) hanno riconosciuto il gesto di Roma, ma ritengono necessario che anche il resto dei migranti sbarchi «senza ulteriori ritardi», come richiesto nei giorni scorsi dalle ONG interessate.
«Esortiamo i Paesi della regione a proteggere le vite delle persone soccorse ponendo fine all’attuale ‘impasse’ e offrendo un luogo sicuro», hanno chiesto le due agenzie, senza fare riferimento specifico all’Italia, che ha fatto appello in più occasioni alla solidarietà di altri Paesi.
L’UNHCR e l’OIM hanno infatti riconosciuto la necessità di un meccanismo di «lotta alla responsabilità», in quanto «non è sostenibile» negoziare caso per caso e che i Paesi dell’UE con frontiere esterne si assumano la piena responsabilità di migranti e rifugiati.
Hanno inoltre chiesto un meccanismo di salvataggio guidato dall’UE, insistendo sul fatto che aiutare le persone in difficoltà è un «imperativo umanitario» sancito anche dal diritto internazionale. Solo quest’anno, più di 1.300 persone sono morte nel Mediterraneo centrale.
«Soprattutto, la priorità deve essere quella di salvare vite umane e rispettare la dignità umana», hanno sottolineato le due organizzazioni, che hanno ricordato i «gravi abusi e le violazioni dei diritti umani» che i migranti spesso subiscono, sia nel punto di origine che durante il loro transito verso l’Europa, soprattutto in Libia.






