
Un gruppo di deputati filogovernativi presenterà una petizione alla Procura della Repubblica russa per far sì che l’ONG ambientalista Greenpeace venga etichettata come «indesiderabile» in base a una delle numerose leggi del Paese che limitano l’attività delle organizzazioni della società civile, soprattutto quelle straniere.
Il deputato di Russia Unita Alexander Yakubovsky ha confermato sul suo profilo Telegram un accordo per portare le attività di Greenpeace davanti alla Procura della Repubblica, il primo passo verso l’inserimento della ONG in una «lista nera» che si è ampliata negli ultimi mesi in seguito all’inizio dell’offensiva militare in Ucraina.
La legge consente alle organizzazioni di limitare o addirittura vietare le loro attività sulla base di considerazioni ambigue relative all’origine dei loro fondi o alla loro attività all’interno della Russia, soprattutto se il loro lavoro è ritenuto contrario agli interessi dello Stato o mette a rischio la sicurezza nazionale.
Greenpeace è rimasta attiva in Russia negli ultimi mesi, nonostante la crescente repressione delle ONG, e ha continuato a chiedere un maggiore impegno sulle questioni ambientali, comprese le denunce sullo stato del lago Baikal nella regione siberiana.






