
Lo svolgimento della conferenza delle Nazioni Unite sul clima a Sharm el Sheikh, in Egitto, ha riportato il presidente venezuelano Nicolás Maduro nella foto di famiglia della comunità internazionale, con saluti simbolici da parte di leader che un tempo ripudiavano il suo modo di fare politica e davano priorità alle relazioni con il leader dell’opposizione Juan Guaidó.
Nelle ultime ore, il governo venezuelano e i media pro-Chávez hanno diffuso immagini degli incontri di Maduro con il presidente della Francia, Emmanuel Macron, e il primo ministro del Portogallo, Antonio Costa. Colloqui apparentemente improvvisati a margine del forum, in cui la conversazione è stata caratterizzata da un tono rilassato, con inviti di Maduro a Costa e Macron a recarsi in Venezuela.
«Abbiamo ottimi amici in comune», ha detto il leader venezuelano al suo omologo francese, che poco dopo ha espresso la volontà di continuare a parlare in futuro. Giovedì e venerdì la Francia ospiterà il Forum della pace di Parigi, che dedicherà parte dei suoi contenuti alla situazione in Venezuela.
Maduro conferma che il presidente dell’Assemblea nazionale eletto alla fine del 2020, Jorge Rodríguez, si recherà a Parigi ed esorta Macron a trasmettergli qualsiasi messaggio, nella misura in cui ha «assoluta fiducia» nei suoi sforzi. Rodríguez ha già guidato i recenti tentativi falliti di negoziare con l’opposizione.
L’incontro francese prevede nel suo ordine del giorno ufficiale un «incontro tra negoziatori venezuelani», a porte chiuse, e tra i partecipanti ci saranno leader latinoamericani, tra cui il presidente della Colombia, Gustavo Petro, che ha rilanciato le relazioni diplomatiche con il Venezuela dopo anni di stallo politico.
La parte latinoamericana sarà rappresentata anche dal Presidente dell’Argentina, Alberto Fernández, anche se fonti del governo cileno consultate da Europa Press hanno chiarito che Gabriel Boric non sarà presente, dopo che si era ipotizzato che un grande raduno di leader si sarebbe concentrato proprio sulla situazione in Venezuela.
RICONOSCIMENTO «tacito» DI MADURO Il numero due del Partito socialista unito del Venezuela (PSUV), Diosdado Cabello, ha sottolineato che la partecipazione di Maduro alla COP27 rappresenta «un riconoscimento tacito» del fatto che egli è l’unico presidente del Paese sudamericano, secondo quanto riportato dal quotidiano «El Nacional».
La reintegrazione «de facto» di Maduro implicherebbe lo svilimento dell’opposizione venezuelana e, in particolare, di Guaidó, che nel gennaio 2019 si è autoproclamato «presidente in carica» sostenendo che, come capo dell’Assemblea nazionale eletta nel 2015, era a capo dell’unica istituzione venezuelana eletta in elezioni democratiche.
Guaidó, infatti, ha deplorato che Maduro partecipi a questo tipo di forum, «come ha già fatto occupando un seggio nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite» e ha esortato a rivedere «i meccanismi delle organizzazioni multilaterali che permettono di mantenere la presenza di dittatori e terroristi in questi spazi».
Guaidó, che ha esortato Maduro a fissare una data per le elezioni presidenziali il prima possibile e ha promosso un processo di primarie per scegliere un candidato unico all’interno dell’opposizione, nelle ultime settimane si è sforzato di difendere che la sua posizione rimane la stessa di tre anni fa.






