
I principali leader politici cinesi, tra cui il presidente Xi Jinping, hanno appoggiato la strategia restrittiva «COVID Zero» per contenere l’aumento delle infezioni nel gigante asiatico, nonostante le controversie che hanno circondato la politica da quando è stata introdotta subito dopo lo scoppio della pandemia.
Nel corso di una riunione del Comitato permanente dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese, presieduta dallo stesso Xi, la leadership politica del Paese ha chiesto misure «più decise» per contenere la diffusione del virus, in seguito ai gravi focolai verificatisi nelle ultime settimane.
Queste richieste arrivano in un momento in cui la situazione sanitaria «rimane grave», ma c’è anche la necessità impellente di tornare alla normalità e riprendere la produzione industriale, secondo l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua.
La leadership del Partito Comunista Cinese ha così stroncato sul nascere le speculazioni sull’abbandono della strategia «COVID Zero» o su un eventuale allentamento delle restrizioni. Negli ultimi giorni, alcune delle principali città del Paese, come la capitale, Pechino, Guangzhou e Chongqing, hanno confermato l’aumento delle infezioni.
Si tratta delle prime dichiarazioni pubbliche dell’agenzia sul coronavirus da quando, il 22 ottobre, il Partito comunista ha concluso il suo 20° Congresso nazionale, durante il quale ha eletto una nuova composizione del Comitato centrale e dei suoi più alti organi direttivi.
Nelle ultime settimane la Cina ha registrato forti focolai in diverse parti del Paese, una situazione che, secondo il Comitato permanente del Politburo, potrebbe peggiorare «influenzata dalla mutazione del virus e dai fattori climatici dell’inverno e della primavera».
«La situazione della prevenzione e del controllo rimane grave. Dobbiamo mantenere una determinazione strategica e fare un buon lavoro nel prevenire e controllare l’epidemia in modo scientifico e preciso», ha dichiarato l’agenzia in una dichiarazione riportata dall’agenzia cinese.
Dall’inizio della pandemia, le autorità sanitarie cinesi hanno registrato poco più di un milione di casi e 5.226 decessi, grazie anche alle severe restrizioni imposte per prevenire la diffusione della malattia.






