
Il governo e l’opposizione venezuelana si sono incontrati questo venerdì a Parigi, convocati dal presidente francese Emmanuel Macron, che vuole approfittare della riconfigurazione in atto in America Latina e costringere le parti a sedersi a dialogare per risolvere una crisi politica che ha portato il Paese iberoamericano a una situazione umanitaria drammatica.
La cornice scelta sarà il Forum di pace di Parigi, dove è previsto un incontro a porte chiuse tra i negoziatori del regime di Nicolás Maduro e la Piattaforma Unitaria, che riunisce i principali partiti di opposizione, con il capo dell’Assemblea Nazionale pro-Chávez, Jorge Rodríguez, e il capo negoziatore dell’opposizione Gerardo Blyde, a capo delle rispettive delegazioni.
Macron coglierà anche l’occasione per incontrare due presidenti della regione che Parigi considera «particolarmente coinvolti» in questo processo: il colombiano Gustavo Petro e l’argentino Alberto Fernández. Petro ha recentemente visitato Caracas e, dopo il suo arrivo alla Casa de Nariño, si è impegnato a ristabilire le relazioni, interrotte sotto la presidenza di Iván Duque.
Secondo l’Eliseo, si vuole «creare una dinamica per la ripresa» del processo di dialogo in Messico, sospeso dall’ottobre 2021 e promosso dal Paese ospitante e dalla Norvegia. Questo processo ha ottenuto risultati molto limitati, incentrati soprattutto sulla situazione umanitaria del Paese.
È in questo contesto, dicono dalla presidenza francese, che va visto il saluto tra Macron e Maduro di lunedì durante la COP27 in Egitto, in cui il presidente francese lo ha invitato a parlare più tardi e il venezuelano ha sostenuto che la Francia «deve giocare un ruolo decisivo».
L’Eliseo sottolinea che non c’è stato alcun cambiamento di posizione, che Maduro non è stato riconosciuto come presidente del Venezuela dalla sua rielezione nel 2020, ma anche che il presidente francese ha sempre difeso la necessità del dialogo.
Maduro «non è più un presidente legittimo», ma è con lui e con il suo regime «che dobbiamo dialogare e con cui cercheremo di spingere per la ripresa dei negoziati», precisano, sottolineando che in tutti questi anni il governo francese ha mantenuto contatti sia con il governo che con l’opposizione e ha mantenuto aperta la sua ambasciata a Caracas.
La presidenza francese fa inoltre riferimento ai contatti che l’amministrazione di Joe Biden ha mantenuto negli ultimi mesi con il regime di Maduro, compresa una visita di una delegazione a Caracas, e al fatto che ha parzialmente alleggerito le sanzioni.
Proprio Maduro ha colto l’occasione della COP27 per salutare l’inviato speciale degli Stati Uniti per i cambiamenti climatici, John Kerry, anche se il Dipartimento di Stato ha chiarito che si è trattato di uno scambio «non pianificato» e che ha colto «di sorpresa» l’ex capo della diplomazia statunitense.
L’OBIETTIVO, ELEZIONI GIUSTE «È in questo contesto che il presidente cerca di sostenere la ripresa del dialogo affinché ci siano garanzie politiche nel più breve tempo possibile che portino a elezioni giuste e trasparenti», ha riassunto un portavoce dell’Eliseo nelle dichiarazioni alla stampa.
La Presidenza francese ritiene che nelle circostanze attuali vi sia un «grande potenziale» per «gesti concreti» da parte di Caracas a seguito dei contatti di venerdì prossimo a Parigi, cosa che finora non è avvenuta. Dipenderà da ciò che accadrà, sottolineano, quando la Francia deciderà se modificare la propria posizione.






