
Il governo del presidente colombiano Gustavo Petro dovrà affrontare la prima mozione di censura il 23 novembre, quando il Congresso deciderà se dare o meno fiducia al ministro delle Miniere e dell’Energia, Irene Vélez, per rimanere in carica.
La mozione è stata guidata dalla rappresentante del Cambio Radical Carolina Arbeláez, sebbene sia stata sostenuta anche da altri banchi dell’opposizione, come il Centro Democratico, la Lega dei governanti anticorruzione e altre forze di minoranza, riporta il quotidiano «El Colombiano».
«Ci auguriamo che per la prima volta nella storia una mozione possa avere successo con un Congresso consapevole dei danni causati all’economia del nostro Paese dalle dichiarazioni irresponsabili e dall’attivismo del ministro», ha dichiarato Arbeláez.
Le dichiarazioni a cui fa riferimento l’esponente dell’opposizione sono state rilasciate nel corso di un’intervista di un mese fa, in cui la Vélez ha confermato di non avere intenzione di firmare nuovi contratti di esplorazione e sfruttamento degli idrocarburi, che renderebbero la Colombia indipendente dall’energia proveniente dal Venezuela, con cui le relazioni sono state normalizzate.
Il 23 novembre, quindi, Vélez dovrà testimoniare davanti al legislatore su queste dichiarazioni e, dopo il dibattito, il voto avrà luogo dieci giorni dopo. Tuttavia, è improbabile che la proposta abbia successo, dato che il Patto storico e i suoi alleati detengono la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti.
Quello di Vélez non è l’unico tentativo dell’opposizione di estromettere un ministro dal governo di Petro, visto che nel mirino c’è anche il ministro della Sanità, Carolina Corcho.






