
Il Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, si è detta «molto sorpresa» della «reazione aggressiva» del governo francese all’accoglienza dell’imbarcazione ‘Ocean Viking’, con più di 200 migranti a bordo, e ha avvertito che «non è scritto» in nessun accordo «che l’Italia debba essere l’unico porto di sbarco».
Le autorità francesi hanno annunciato la sospensione del piano di accoglienza di 3.500 rifugiati in arrivo in Italia, dopo che il Paese transalpino ha rifiutato di far attraccare la nave SOS Mediterranée, che alla fine è salpata verso il porto francese di Tolone.
«Quando si parla di rappresaglie in una dinamica comunitaria, c’è qualcosa che non va», ha lamentato Meloni, in un’apparizione pubblica in cui ha definito la reazione di Parigi «incomprensibile» e «ingiustificata», visto che l’Italia ha accolto 90.000 migranti quest’anno.
Tuttavia, ha suggerito di non «discutere» in termini bilaterali e di portare il dibattito a livello europeo, dove deve esserci una «soluzione comune», secondo la Rai. «Dobbiamo occuparci della difesa delle frontiere esterne dell’UE», ha dichiarato.
Meloni non si aspetta misure drastiche contro l’Italia solo «perché su 90.000 persone, 230 sono arrivate altrove». Nel caso di un’escalation di tensioni a livello politico, ritiene che chi vuole «isolare» l’Italia debba spiegarsi con i cittadini e non solo con il governo appena formato.
L’ascesa al potere dell’estrema destra in Italia ha portato a un inasprimento del discorso migratorio che, come prima misura, si è tradotto in limitazioni allo sbarco dei migranti salvati dalle ONG nelle acque del Mediterraneo. Nonostante le critiche, Meloni crede «sicuramente» che ci saranno altre misure in questo settore.
Il governo francese ha permesso alla «Ocean Viking» di attraccare dopo aver concluso un accordo che implica che la Francia accoglierà solo un terzo dei migranti bisognosi di protezione. I restanti due terzi saranno ripartiti tra Germania, Croazia, Romania, Bulgaria, Lituania, Malta, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda.






