
Gli elettori di quattro Stati americani hanno approvato, nelle elezioni di metà mandato, l’eliminazione esplicita della schiavitù e della servitù come possibili sanzioni, 157 anni dopo che la Costituzione degli Stati Uniti è stata emendata per vietare la schiavitù.
In particolare, Alabama, Oregon, Tennessee e Vermont hanno votato per l’abolizione esplicita della schiavitù, dato che finora il 13° emendamento della Magna Carta consentiva un’eccezione sotto forma di punizione penale, come riportato dalla CNN.
In Alabama, gli elettori hanno approvato una revisione della costituzione statale per eliminare il linguaggio razzista e renderla più accessibile ai cittadini dello Stato.
Una delle revisioni eliminerà una clausola di eccezione che si applica alla schiavitù e alla servitù.
Gli elettori dell’Oregon hanno approvato la rimozione di «qualsiasi linguaggio che crei un’eccezione» e che renda «inequivocabile il divieto di schiavitù e servitù involontaria».
In Tennessee è stata approvata una misura per emendare la costituzione statale in modo da rendere esplicito che la schiavitù e la servitù saranno «per sempre proibite».
Nel frattempo, nel Vermont – il primo Stato a vietare la schiavitù – la proposta ha cercato di eliminare la frase che recitava: «Nessuna persona nata in questo Paese, o portata dall’estero, potrà essere costretta per legge a servire qualcuno come servo, schiavo o apprendista, dopo aver raggiunto l’età di ventuno anni, a meno che non sia costretta dal suo stesso consenso».
Tuttavia, lo Stato della Louisiana ha respinto questa proposta dopo che agli elettori è stato chiesto se fossero favorevoli a un divieto dell’uso della schiavitù.
Agli elettori era stato chiesto se fossero favorevoli a un emendamento per vietare l’uso della servitù involontaria, ma alla fine non ha raccolto abbastanza consensi.






