
Le associazioni di stampa hanno denunciato le aggressioni subite questo venerdì dai giornalisti durante lo sciopero «civico» promosso dall’opposizione nella regione boliviana di Santa Cruz e puntano il dito contro i gruppi legati al partito al potere, il Movimento per il Socialismo (MAS).
«Ripudiamo l’estrema violenza esercitata dai gruppi d’urto del MAS contro i giornalisti che coprivano gli incidenti dello sciopero indefinito a Santa Cruz», hanno dichiarato in un comunicato congiunto l’Associazione Nazionale dei Giornalisti della Bolivia (ANPB) e l’Associazione dei Giornalisti di La Paz (APLP).
Queste «aggressioni» sono state commesse tra urla e minacce contro i giornalisti «esauriti», «il che dimostra che agiscono con premeditazione e diffondono slogan volti a stigmatizzare e distorcere il lavoro della stampa».
In particolare, citano l’aggressione fisica subita dal giornalista Yerko Guevara, «picchiato selvaggiamente dopo essere stato gettato a terra». «Altri giornalisti sono stati spinti, scossi, insultati e picchiati», hanno denunciato.
Hanno anche messo in guardia dalla «compiacenza» della polizia che, «invece di intervenire per proteggere il lavoro della stampa e l’integrità del pubblico, protegge gli aggressori».
«Tutti i casi di violenza contro i giornalisti commessi da gruppi d’assalto MAS o da agenti di polizia sono rimasti impuniti, il che dimostra la mancanza di volontà della Procura e delle autorità governative», hanno aggiunto.
Il viceministro della comunicazione del governo boliviano, Gabriela Alcón, ha promesso sabato che chiederà che si indaghi sugli attacchi e che i responsabili siano puniti, come riporta il quotidiano «El Deber».
Nel frattempo, un ricercatore di Human Rights Watch (HRW), César Muñoz, ha condannato la violenza contro la stampa e ha chiesto alle autorità di garantire il lavoro dei giornalisti e di indagare sugli eventi.






