
La vicepresidente argentina Cristina Fernández ha chiesto la destituzione del giudice federale María Eugenia Capuchetti, responsabile dell’attentato contro la stessa Fernández del 1° settembre.
Non vuole «andare più in là di quanto non sia già» nell’indagine sull’attentato, per il quale sono accusati come corresponsabili l’uomo che ha tentato di assassinarla, Fernando André Sabag Montiel, la sua complice, Brenda Uliarte, e due «partecipanti secondari», Nicolás Carrizo e Agustina Díaz.
«È impossibile andare avanti così. Siamo di fronte a uno dei casi più importanti della nostra storia democratica e abbiamo bisogno che l’indagine sia condotta da qualcuno che sia disposto a farlo e che le decisioni siano prese da un giudice imparziale, impegnato nella verità e nella giustizia e non nel non disturbare chi non dovrebbe essere disturbato», hanno dichiarato gli avvocati Marcos Aldazabal e José Manuel Ubeira nella lettera, pubblicata da Fernández su Twitter.
La denuncia di Fernández fa riferimento alla perdita di informazioni dal telefono dell’aggressore, che sarebbe avvenuta nei primi giorni dell’indagine, quando l’uomo era già sotto la custodia del tribunale.
«In modo inspiegabile, durante la giornata di venerdì 2 settembre, il magistrato ha interrotto la catena di custodia (…). La cosa più grave è che (il telefono) è arrivato azzerato», spiegano gli avvocati.
Denunciano inoltre i presunti ritardi nell’intercettare le comunicazioni di Uliarte e nell’ordinare il suo arresto. «Invece di dare l’ordine urgente di detenzione, il giudice ha aspettato a eseguire il provvedimento, quando non c’era nulla da pesare (…). Una telefonata del DAJuDeCO che avvertiva dell’accaduto, sommata all’alacrità del segretario del tribunale, ha impedito a Uliarte di consumare la sua fuga», sottolineano.
Deplorano inoltre la passività del giudice nel seguire le possibili linee di indagine e nel rifiutare di indagare sul finanziamento dell’attacco.






