
Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha accusato i Paesi occidentali di ipocrisia riguardo agli impegni per fermare il cambiamento climatico, dopo che i governi hanno ripreso a investire nei combustibili fossili a fronte della crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina.
«Per diversi anni ci è stato detto che gli investimenti fossili in Africa per gli africani sono inaccettabili. Ora l’Europa sta reindirizzando gli investimenti verso la propria industria fossile. Questa è pura ipocrisia», ha lamentato il leader africano.
Museveni ha criticato il parziale smantellamento di un parco eolico in Germania per espandere una miniera di carbone, definendo la mossa «una presa in giro degli impegni occidentali sugli obiettivi climatici».
Il presidente ha aggiunto, in un post sul suo profilo Twitter, che i Paesi europei accettano di sottrarre risorse all’Africa per i propri interessi energetici, mentre sono contrari allo sviluppo di progetti di combustibili fossili a beneficio degli africani.
«Non accetteremo una regola per loro e un’altra per noi, è moralmente insolvibile per gli europei», ha detto, prima di sottolineare che «il mancato raggiungimento degli obiettivi climatici da parte dell’Europa non deve essere un problema dell’Africa».
«Il denaro occidentale è stato versato in progetti eolici e solari che vengono applauditi dai virtuosi nei corridoi del Congresso e nelle cancellerie d’Europa, ma che lasciano gli africani senza elettricità quando il vento non soffia e il sole non splende», ha criticato Museveni.
Secondo le stime dell’AIE, questa diversificazione consentirebbe a 600 milioni di persone di uscire dalla povertà energetica entro il 2030.






