
Il Ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore polacco a Mosca, Krzysztof Krajewski, dopo che martedì due civili polacchi sono stati uccisi da missili nella città ucraina di Przewodow.
Sebbene l’Ucraina e gli Stati baltici abbiano inizialmente sostenuto che il missile fosse di origine russa, la Polonia, gli Stati Uniti e la NATO hanno sottolineato l’assenza di prove a sostegno di tale affermazione e hanno successivamente suggerito che il missile è stato probabilmente lanciato dall’Ucraina per abbattere i proiettili russi.
A seguito di questo episodio, le autorità polacche hanno convocato anche il rappresentante diplomatico russo a Varsavia, Sergei Andreev, nel quale, secondo quanto riferito dallo stesso ambasciatore, hanno dichiarato che il proiettile era di fabbricazione russa e hanno chiesto «immediate spiegazioni».
L’episodio ha suscitato grande scalpore nelle ultime ore di martedì, ed è stato subito seguito dalle reazioni delle principali potenze internazionali che hanno invitato alla cautela nell’attribuire la responsabilità dell’incidente, sottolineando al contempo la ferma posizione dell’Alleanza Atlantica nel difendere il territorio dei suoi Stati membri in caso di minaccia.
Anche la Russia, da parte sua, si è fatta avanti, in questo caso per negare le accuse di responsabilità dell’incidente, sottolineando che i frammenti di missili visti sopra la città polacca non corrispondono al tipo di armamento utilizzato dall’esercito russo.






