
Il governo russo ha annunciato mercoledì il divieto di ingresso nel Paese per 56 cittadini irlandesi, tra cui il primo ministro Micheál Martin, in risposta alle «misure restrittive unilaterali» adottate da Dublino in seguito all’invasione dell’Ucraina.
«In risposta al percorso antirusso del governo irlandese, che sostiene incondizionatamente le misure restrittive unilaterali adottate dall’Unione Europea (UE) nei confronti dei cittadini russi e finalizzate all’isolamento del nostro Paese, è stata presa la decisione di includere 52 rappresentanti e politici irlandesi nella lista di divieto di ingresso», ha dichiarato il Ministero degli Esteri russo.
Nella dichiarazione, pubblicata sul proprio sito web, l’organizzazione ha affermato che la lista comprende il vice primo ministro irlandese, Leo Varadkar, e i ministri degli Esteri, della Difesa, della Giustizia e delle Finanze, oltre a senatori e membri della Camera bassa del Parlamento irlandese.
Mosca ha denunciato che «agendo sotto i dettami di Bruxelles, l’Irlanda sta conducendo un’aggressiva campagna di propaganda anti-russa, un percorso che ha portato alla riduzione della cooperazione bilaterale a scapito dei propri interessi», prima di affermare che «una delle conseguenze dell’alimentazione dell’isteria russofoba nella società irlandese è stato l’attacco di marzo all’ambasciata russa a Dublino».
«Per quanto riguarda la possibilità di ulteriori misure, saremo guidati dalla posizione di Dublino», ha ribadito il Ministero degli Esteri russo, senza che le autorità irlandesi abbiano per il momento commentato la decisione di Mosca.






